Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono strumenti di investimento sempre più utilizzati dagli investitori italiani grazie a costi contenuti, trasparenza e ampia diversificazione. Ma come ogni strumento finanziario, anche gli ETF presentano dei rischi che è fondamentale conoscere prima di investirvi.
Capire i rischi degli ETF non significa evitarli, ma imparare a gestirli in modo consapevole all’interno di una strategia corretta.
Cosa sono gli ETF
Gli ETF sono fondi quotati in Borsa che replicano l’andamento di un indice che possono essere suddivisi in diverse categorie: esistono ETF azionari, che replicano indici di Borsa e sono orientati alla crescita nel lungo periodo; ETF obbligazionari, utilizzati per dare maggiore stabilità al portafoglio ed ETF monetari, pensati per la gestione della liquidità.
Ci sono poi ETF settoriali e tematici, che investono in specifici comparti o trend (come tecnologia, energia o sostenibilità), ed ETF su materie prime, legati all’andamento di oro, petrolio o altre commodity.
Infine, gli ETF possono differenziarsi per il metodo di replica: fisica, quando acquistano direttamente i titoli dell’indice, oppure sintetica, quando utilizzano strumenti derivati per replicarne la performance.
Dove si negoziano
Gli ETF si acquistano e si vendono direttamente sui mercati regolamentati, come:
- Borsa Italiana (ETFplus)
- Xetra (sistema di negoziazione elettronico della Borsa di Francoforte)
- altre borse europee
Sono quindi strumenti liquidi e negoziabili in tempo reale.
Rischi degli ETF: quali sono i principali
Vediamo ora nel dettaglio i principali rischi nell’investimento in ETF, chiarendo anche come possono essere gestiti correttamente.
Rischio di mercato negli ETF
Il rischio di mercato è il rischio più noto: se il mercato scende, anche l’ETF scende. Questo è uno dei rischi comuni a tutti gli ETF, ma in particolar modo per quelli azionari, che possono attraversare fasi di forte volatilità.
Come si gestisce
- corretta asset allocation
- orizzonte temporale adeguato
- diversificazione tra più mercati
- gestione emotiva
Il rischio di mercato non si elimina, ma si governa con la strategia e la diverisificazione (se vuoi approfondire il tema della diversificazione dai un’occhiata qui)

Rischio emittente negli ETF
Il rischio emittente riguarda la società che gestisce l’ETF. È importante distinguere e capire che:
- il patrimonio dell’ETF è separato da quello dell’emittente
- in caso di problemi dell’emittente, gli asset restano degli investitori
Il rischio emittente negli ETF riguarda la società che li gestisce, ma viene spesso frainteso. A differenza di altri strumenti finanziari, infatti, il patrimonio dell’ETF è separato da quello dell’emittente.
Questo significa che, anche nel caso in cui la società che gestisce l’ETF dovesse avere gravi problemi o addirittura fallire, gli investimenti contenuti nell’ETF restano di proprietà degli investitori e non rientrano nel patrimonio dell’emittente. Di conseguenza, l’investitore non perde i soldi investiti nell’ETF, perché i titoli sottostanti continuano a esistere e possono essere trasferiti o liquidati.
È per questo motivo che il rischio emittente negli ETF è molto diverso rispetto, ad esempio, a quello di un’obbligazione societaria, dove il fallimento dell’emittente può comportare la perdita totale o parziale del capitale.
Utilizzando ETF di emittenti solidi, grandi e diffusi, questo rischio risulta generalmente molto contenuto e facilmente gestibile all’interno di una strategia ben costruita.
Rischi di liquidità negli ETF
Il rischio di liquidità riguarda la facilità di comprare o vendere un ETF senza subire forti differenze di prezzo. È più frequente su:
- ETF poco scambiati
- ETF di nicchia
- mercati molto specifici
Come si riduce
- preferire ETF con alto patrimonio
- controllare volumi e spread
- operare negli orari corretti di mercato
Gli ETF più utilizzati presentano generalmente un’elevata liquidità.
Rischio valutario negli ETF

Quando un ETF investe in strumenti denominati in valuta estera, entra in gioco il rischio cambio. Questo è uno dei rischi degli ETF più gestibili, infatti l’essere esposti in una valuta diversa può rappresentare spesso una scelta strategica. Ad esempio: ETF USA → esposizione al dollaro.
Come si gestisce
- scelta tra ETF hedged o non hedged
- valutazione dell’orizzonte temporale
- integrazione coerente nel portafoglio
Il rischio valutario non è sempre negativo: a seconda delle condizioni di mercato, o nel lungo periodo, può diventare anche una fonte di diversificazione ed essere un’opportunità di guadagno.
Rischi di tracking error negli ETF
Il tracking error misura quanto l’ETF si discosta dall’indice che dovrebbe replicare. In pratica, la tracking error, non indica un errore, ma una normale differenza tecnica (come costi di gestione o differenze di timing) tra indice teorico ed ETF reale, generalmente molto contenuta negli ETF più grandi e ben gestiti. Un tracking error elevato indica una replica meno efficiente
Come si riduce
- scelta di ETF grandi e ben strutturati
- replica fisica quando possibile
- emittenti solidi
- controllo dei costi totali (TER)
Nella pratica, sugli ETF più utilizzati il tracking error è contenuto e facilmente monitorabile.
Rischio di concentrazione negli ETF
Uno dei vantaggi principali degli ETF è la diversificazione: permettono con un unico strumento di accedere sostanzialmente a un intero mercato, settore o area geografica, riducendo il rischio legato al singolo titolo. Ma in realtà non tutti gli ETF sono realmente diversificati (questo effetto si intensifica se inseriti in portafogli a loro volta non ben diversificati). Alcuni ETF, pur replicando indici ampi, possono essere:
- concentrati su pochi titoli
- sbilanciati su un solo settore
- dominati da mega-cap
Come si gestisce
- analisi della composizione reale
- combinazione di più ETF
- controllo dei pesi complessivi
La diversificazione va valutata a livello di portafoglio, non del singolo ETF.
I rischi degli ETF si gestiscono, ma con metodo

Abbiamo visto che i rischi degli ETF non vanno temuti, ma compresi e gestiti. Con una corretta strategia, una buona diversificazione e scelte consapevoli, gli ETF possono diventare strumenti efficienti e coerenti con gli obiettivi dell’investitore.
Detto questo, investire in ETF non significa replicare portafogli standard trovati online. Può sembrare una frase scontata e che facilmente troviamo in rete, ma effettivamente e concretamente ogni investitore ha:
- obiettivi diversi
- orizzonte temporale diverso
- tolleranza al rischio diversa
- situazione patrimoniale unica
Gli ETF sono strumenti estremamente efficienti e devono essere modellati sulle caratteristiche dell’investitore, adattati alle dinamiche di mercato, monitorati e gestiti nel percorso che l’investitore intraprende sui mercati.
Una strategia vincente non nasce dagli ETF in sé, ma da come vengono combinati e utilizzati in modo coerente.
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