Bilancio di dicembre: come si sono comportati i mercati finanziari nel 2025 e cosa aspettarsi dal futuro
Il 2025 è stato un anno complesso ma estremamente istruttivo per i mercati finanziari. Un anno che ha visto oltre al raggiungimento di nuovi massimi storici per diversi asset anche convivere fattori impattanti come politiche monetarie più accomodanti, tensioni geopolitiche persistenti, nuove barriere commerciali e una forte polarizzazione tra settori e asset class.
Analizzare cosa è successo nel corso degli ultimi dodici mesi permette non solo di comprendere meglio il presente, ma anche di ipotizzare con maggiore consapevolezza i possibili sviluppi futuri che attendono i mercati.
Il contesto macroeconomico: gli eventi che hanno segnato il 2025
Nel contesto macroeconomico del 2025, uno degli eventi più impattanti è stato senza dubbio l’annuncio dei dazi commerciali da parte dell’amministrazione Trump nei primi giorni di aprile (2-3 aprile 2025) durante il cosiddetto “Liberation Day”. La misura prevedeva l’imposizione di tariffe su una larga gamma di importazioni statunitensi e la loro reciprocazione su merci provenienti da numerosi partner commerciali, con percentuali significative su beni europei, cinesi e asiatici.
L’effetto sui mercati è stato immediato e deciso: le borse globali hanno registrato forti ribassi nei giorni successivi, con il crollo di indici come S&P 500 e Nasdaq e cadute simmetriche nei principali listini europei e asiatici. È stato, per alcuni giorni, il peggior tonfo dal 2020 in termini di volatilità e perdita di valore complessivo.
Tuttavia, la fase di forte correzione si è rivelata relativamente breve. Già entro la seconda settimana di aprile (intorno al 9 aprile), con l’annuncio di una pausa alle maggiori tariffe iniziali e una parziale revisione delle misure, i mercati hanno iniziato a stabilizzarsi e a recuperare terreno. La dinamica successiva ha visto un recupero completo delle perdite entro maggio 2025, e nel corso dei mesi a seguire i principali indici statunitensi e globali non solo hanno riassorbito il calo originario, ma hanno raggiunto nuovi massimi annuali, sostenuti da utili societari solidi e dai segnali accomodanti delle banche centrali.
Questo episodio è stato importante non solo per la dimensione del movimento di prezzo, ma anche per la reazione psicologica dei mercati, che dopo l’impulso iniziale di rischio hanno saputo interpretare la pausa nelle misure come un segnale di possibile negoziazione commerciale e di minor impatto permanente sulla crescita globale.

Mercato azionario: un anno positivo ma non lineare
Nel complesso, il 2025 si chiude come un anno positivo per l’azionario globale, seppur con forti differenze tra aree geografiche e settori. I mercati statunitensi hanno mostrato una forza superiore rispetto a quelli europei, trainati soprattutto dal comparto tecnologico e dall’intelligenza artificiale, che ha continuato ad attirare flussi e capitali.
Il rialzo non è stato privo di correzioni. Le fasi di presa di profitto si sono concentrate soprattutto nei momenti di incertezza legati ai dati macro e alle tensioni geopolitiche, ma la combinazione di utili societari solidi e tassi in discesa ha sostenuto le valutazioni.
In Europa, la crescita è stata più contenuta ma comunque positiva, mentre i mercati emergenti hanno mostrato un andamento più eterogeneo, fortemente dipendente dalle dinamiche valutarie e commerciali.
Obbligazionario: il ritorno dell’interesse per il reddito fisso
Dopo anni difficili, quest’anno si è segnata una svolta per il mercato obbligazionario. Il calo dei tassi ha favorito un recupero delle quotazioni, soprattutto sui titoli governativi e sulle obbligazioni investment grade. Gli investitori hanno gradualmente riallungato la duration, beneficiando di rendimenti più interessanti rispetto al passato e di una maggiore visibilità sulle politiche monetarie.
Il comparto corporate ha offerto opportunità selettive, con spread rimasti sotto controllo grazie a fondamentali aziendali complessivamente solidi, anche se non sono mancati episodi di volatilità su emittenti più indebitati.
Mercato monetario: stabilità e funzione difensiva
Come da copione, il mercato monetario ha svolto un ruolo prevalentemente difensivo. I rendimenti sono rimasti moderatamente positivi, ma inferiori rispetto agli anni precedenti, riflettendo il progressivo allentamento delle politiche monetarie. Molti investitori hanno utilizzato la liquidità come strumento di gestione del rischio, soprattutto nelle fasi di maggiore incertezza.
Materie prime: oro protagonista, energia più debole
Il comparto delle materie prime ha mostrato dinamiche contrastanti. Oro e argento hanno registrato performance molto rilevanti, sostenuti dalla ricerca di beni rifugio, dall’indebolimento del dollaro in alcune fasi dell’anno e dall’incertezza geopolitica. In particolare, l’argento, è risultato molto attraente per l’aumento di impiego in ambito industriale nell’energia green, nei veicoli elettrici e nel biotech.

Di contro, il petrolio ha vissuto un 2025 più difficile, penalizzato da una domanda globale meno brillante e da un’offerta abbondante. Questo ha contribuito a mantenere sotto controllo le pressioni inflazionistiche, favorendo indirettamente le banche centrali.
Criptovalute: volatilità elevata e maturazione del mercato
Il 2025 è stato un anno di forte volatilità per il mercato delle criptovalute. Bitcoin e le principali crypto hanno toccato nuovi massimi nel corso dell’anno, per poi subire correzioni significative.
Il movimento dei prezzi ha riflesso sia il sentiment macroeconomico sia una crescente integrazione con i mercati finanziari tradizionali, confermando come il settore stia attraversando una fase di maturazione, ma resti caratterizzato da rischi elevati.
Riepiloghiamo in sintesi:
| Asset class | Andamento | Analisi |
| Azionario globale | Positivo | Trainato da USA e tecnologia |
| Obbligazionario | Positivo | Beneficio dai tagli dei tassi |
| Monetario | Moderatamente positivo | Ruolo difensivo |
| Materie prime | Misto | Oro forte, petrolio debole |
| Criptovalute | Molto volatile | Nuovi massimi e forti correzioni |
Guardando avanti: alcune considerazioni di scenario
Non rimane adesso che vedere se la borsa andrà incontro al suo classico “Rally di Natale”, dove storicamente i mercati tendono ad avere risultati positivi alimentati da diversi fattori che risultano decisivi, proprio a cavallo degli utlimi giorni dell’anno e i primi di quello successivo.
Senza fare previsioni, è ragionevole osservare come i mercati nei prossimi mesi continueranno a muoversi in funzione di alcune variabili chiave: l’evoluzione dell’inflazione, le decisioni delle banche centrali, la stabilità geopolitica e la capacità delle imprese di sostenere utili e margini.
A seconda di come queste condizioni si manifesteranno, i mercati potrebbero attraversare fasi di continuità o di rinnovata volatilità.
Il 2025 ha dimostrato ancora una volta quanto sia fondamentale leggere i mercati nel loro insieme, integrando numeri, contesto macro e dinamiche geopolitiche. Un anno positivo nel complesso, ma tutt’altro che semplice, che ha premiato la capacità di mantenere una visione di lungo periodo in un ambiente in costante evoluzione.